Bello, onesto, emigrato Australia sposerebbe compaesana illibata


“Non sono lunghi i giorni del vino e delle rose, dalle nebbie di un sogno il nostro cammino appare ad un tratto e poi nel sogno si perde.”

Intensa giornata di lavoro, due piani più sotto, in stamperia. Il tempo è volato, pur aumentando di peso, fino alle quattro del mattino. Mi restano soltanto dei pezzi di carta adesiva attaccati addosso.

Oggi tipografia in stamperia. Plotoni ordinati di lettere impresse su carta, seguendone il senso. Odori completamente diversi, tutt’altro che prepotenti. L’unica cosa che si ripete è il ritmo ed il rumore da prima rivoluzione industriale.

” – Sa qual’è il peso degli escrementi che un individuo evacua al giorno?
– Ma io non saprei, due etti e mezzo?
– Molto di più! Pensi che l’urina pesa più dell’acqua. No, tutto compreso direi un kilo e mezzo, moltiplichi per quattro miliardi e fanno sei miliardi di chili al giorno. Fra vent’anni più di dieci miliardi di kili.
– Dieci milioni di tonnellate al giorno!?
– Esattamente.
– Ma è veramente preoccupante!”

Stamperia. L’odore del diluente è un po’ come il fucsia troppo acceso, lo stesso delle gomme da masticare che perdono sapore. Dai fori del piano, quelli del moto rettilineo uniforme, sonore lettere u, rigorosamente minuscole nel caso. Ritmano il tempo, movimenti di busto, vedi vhs e scaldamuscoli.

Un concorso, un libro, progetti di studenti da scuole di design. Unica la quantità di progetti italiani. Ricordarsi di partecipare.

Bene, credo che rimmarei ancora un po’ qui se potessi, banalmente steso. Caldo quanto basta, e fresco quando vuole.